FINE DI UN MITO
Questo è l'elaborato che ho inteso abbinare e pubblicare con l'altro In ricordo di un Professore, la cui lettura, sempre in questa pagina, è doverosamente propedeutica a quella di questo scritto.
Ovviamente, parlo sempre di Mio Padre.
Grazie
Ovviamente, parlo sempre di Mio Padre.
Grazie
I primi giorni del nuovo anno 1985 vengono ricordati ancora oggi come un periodo di grandi nevicate per un paese che, posto ad appena 213 m.s.m., non è avvezzo a tale tipo di eventi. Era il 10 Gennaio 1985, appunto, e mio Padre, come da sette anni ormai, mi accompagnò alla stazione di Sessa perché raggiungessi Napoli in treno, e quindi l'Ufficio.Egli insegnava Scienze al Magistrale " Taddeo da Sessa " di Sessa Aurunca (CE), e si recò quel mattino a scuola, verso le 9.00, nella speranza di poter fare lezione, dopo la pausa natalizia e dopo la sospensione delle stesse [lezioni] a causa delle nevicate dei giorni precedenti, ma fu tutto inutile: i ragazzi erano ancora impediti dalla neve (specie a Roccamonfina e zone limitrofe) e non erano presenti in classe.Nell'impossibilità di lavorare,mio Padre, quindi, ritornò a casa. Avevamo a quel tempo una camera oscura attrezzata financo per la stampa a colori di diapositive, con materiale sensibile di ogni tipo. Vista, a tal punto, la rarità dell'evento nevoso, Egli ben pensò di caricare la Olympus OM10 e fare qualche fotografia: erano le ore 10 / 11 del 10 Gennaio 1985, ed a qualche curioso di passaggio egli diceva: "sto facendo queste riprese perché chissà quando un altro evento simile si vedrà nella nostra zona; è una cosa caratteristica che voglio ricordare!" Io ero in Ufficio a Napoli.In mattinata, poi, era finito a Marano di Napoli, paese di mia moglie, uno dei fratelli di mia suocera e mio Padre, tanto premuroso nel darle le condoglianze per telefono, si preoccupò di avvertirla che in serata si sarebbe doverosamente portato a casa sua per essere ivi fisicamente presente.Tutto a tal punto faceva pensare ad una tranquilla giornata di una persona che viveva tranquillamente i suoi sessanta anni; la guida dell'auto...persino quella......era stata tranquilla e pure le foto (che vedrete !!) sono perfettamente inquadrate e messe a fuoco, anche quelle riprese col 135 mm.Verso le 14.00, la comparsa di un leggero ma strano formicolio al braccio sinistro lo pose in allarme, tanto da fargli contattare un amico cardiologo in un paese vicino: questi lo rassicurò, ma il tempo necessario a coprire in auto gli appena 11 km di distanza non bastarono allo specialista per fargli trovare il suo amico in vita: in pratica, mio Padre era già morto.Alle 16.00 rientrai anch'io da Napoli; non lo trovai in stazione a Sessa; telefonai a casa, ma nessuno me lo volle passare a telefono.Immaginai tutto e poi, varcando la soglia di casa, mi resi conto che la mia immaginazione altro non era che la nuova, amara realtà.La mia gratitudine verso Questa Persona non può relativizzarsi solo e soltanto al fatto di essere stato da Lui concepito; e che quindi stiamo parlando di Mio Padre, ma a tutto ciò che è stato per me; anzi, a tal uopo dirò, senza entrare nei vari meriti, che molte sue "profezie" sulla mia persona e su ciò che avrei potuto o non potuto fare, si sono realizzate davvero, come l'inizio della carriera universitaria o l'esperienza giornalistica... che ho iniziato da poco.Anche le bestie vengono concepite e concepiscono a loro volta, ma può verificarsi, per una ragione qualunque, che tra di loro, due esemplari non si riconoscano più, arrivando persino a sbranarsi.E' pur vero che negli ultimi tempi anche le "umane belve" siano arrivate a tanto; ma io, per parte mia, discostandomi da queste bestiali rarità, non devo grazie a Lui per il solo fatto di essere stato (ed essere) la radice della mia stessa esistenza per l'esiguo tempo del concepimento; ma per essere stato, per i restanti giorni della Sua esistenza, tutto per me, la mia aria, le mie pupille; e non so ricordare quei momenti se non con gli occhi bagnati. Fummo, insomma, per il tempo che la sorte ci ha tenuti vicini, l'uno l' Alter Ego, dell'altro .
A perenne ricordo

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