Unep Story
Dal mio libro "Io Coadiutore nell'Ufficio Notifiche"
( Storia dell'Unep vista da un Coadiutore ... ovvero della atipica normalità di un settore della giustizia )
Lavoro è una parola che il tempo rende sempre più magica; ed è inutile qui tutti gli stadi e tutti i perché dell’incantesimo che essa infonde.
Lo è oggi; ma già lo era (magica) già all’epoca in cui, appena diciottenne, rifiutai persino alla prosecuzione degli studi universitari di Giurisprudenza, pur di avere l’ambito posto di lavoro.
La laurea…se vorrà venire verrà!! dicevo e me ne convinsi[1]; perché ciò che vedevo molto più difficile da realizzare era il lavoro, non la laurea, ottenibile attraverso l’impegno personale e non per intercessione di altre persone.
Mio padre si attivò secondo il mio desiderio; e di li a poco mi venne offerta la possibilità di entrare come impiegato, nell’ACTC, la linea di autobus di Caserta.
Svanita, però, questa prima opportunità, me ne fu subito offerta un’altra, dalla stessa persona della precedente opportunità: Ministero di Grazia e Giustizia, cancelleria od ufficio notifiche che sia; ed anzi, a dire di chi fu incaricato di gestire le mie sorti in quel di Via Arenula a Roma, era preferibile l’Unep, perché li si guadagnano più soldi (un sacco in più) che nelle cancellerie.
Io non conoscevo né l’una e né l’altra realtà lavorativa; ed accettai supinamente ciò che mi stava per essere proposto; ma, mentre già incominciavo ad amare follemente quello che doveva poi diventare il lavoro della mia vita; col tempo, mi sono ritrovato solo con il sacco tra le mani, tra mille disillusioni; perché i soldi avevano già preso un’altra direzione.
In questa fase di sogni e di speranze, sognavo comunque luoghi ameni, puliti, decenti e scrivanie, sia pure più piccole di quelle dei Magistrati, comunque adeguate ai luoghi ed alle alte funzioni svolte in quei luoghi; ma, nello specifico, restai amaramente deluso.
Scioccato ancora da ciò che i miei occhi furono costretti a vedere a livello ambientale e lavorativo in quella specie di malebolge, presto dirò che nei trent’anni che ci separano da quei giorni, le cose non sono cambiate di molto; e che io, in questa sede, voglio ripercorrere tutte le tappe di questa avventura e trattare tutte le questioni che si sono poste, e si pongono nel mio lavoro all’interno dell’Ufficio notifiche, fino ai giorni della liberazione, rappresentata dal passaggio dall’unep ad una cancelleria, secondo il quiritario sogno di tutti noi operatori giudiziari delle notifiche.
Dirò, quindi, tutto ciò che ancora accade, malgrado l'euro, l'industrializzazione del nostro Paese, la sua avanzata civilizzazione ed il suo ingresso in Europa, ad una Categoria di impiegati civili dello Stato all'interno del Ministero di Grazia e Giustizia, nel 2008 d.C. Nel tentativo di rendere comprensibili le mie esposizioni anche a chi NON VIVE questa realtà, dico sin d'ora che più volte ho accarezzato d'idea di rivolgermi, per alcuni casi, alla Commissione Europea sui diritti dell'uomo. Illustre Lettore, come avrà senz'altro letto, nella pagina dei miei DETTAGLI PERSONALI, sono operatore (ex Unep) oggi giudiziario (p.e. B2) e sono in servizio presso l'Ufficio notifiche della Corte di Appello di Napoli; per cui le mie esperienze lavorative ruotano tutte intorno al Ministero della Giustizia e, deduttivamente, alla Corte di Appello di Napoli ed in via più gradata all'Ufficio Notifiche, Esecuzioni e Protesti (donde U.N.E.P.) dove appunto lavoro (U.N.E.P., cioè "Ufficio Notifiche Esecuzioni e Protesti”, da non confondere con l'Istituto specializzato dell'O.N.U.). E' ovvio che la vita lavorativa di una persona (quale ne sia il suo ambito) è [anch'essa] un evento umano; ed, in quanto tale, composta di momenti brutti e belli, di "polveri" e di "altari"; è altresì vero, purtroppo, che nell'Unep esistono più "polveri" che "altari".
Mi corre, però, l’obbligo di precisare, s'in d'ora che, se nel corso delle mie esposizioni, dovessi essere generico (dicendo, ad esempio, "gli Ufficiali Giudiziari fanno/non fanno... alcunché a tal proposito"; oppure "gli Operatori Giudiziari fanno/non fanno alcunché ...a tal'altro proposito") non intenderò mai colpire l'una o l'altra Categoria di lavoratori nella sua globalità; perché, oltre ad essere ingiusta una cosa simili, è naturale che ogni regola abbia la sua eccezione; e che, pertanto, nessun singolo si deve – eventualmente – sentire offeso o chiamato direttamente in causa.
Non vuole essere, quanto appena detto, un omaggio a Gaetano Salvemini nel suo dire "l'imparzialità è un sogno"; ma una doverosa precisazione a favore di chi potrebbe sentirsi "offeso" da qualche mia affermazione.
Io non riesco ad essere “parziale”, in questo mio voler essere sempre e comunque vergin di servo encomio e di codardo oltraggio.
"Purtroppo" o "per fortuna" non so; ma chi ha sempre marcato la sua positiva e benevola diversità dai suoi stessi colleghi, lo ha fatto sicuramente nel fermo proposito di stralciare la sua stessa posizione dalla massa, in quell'essere egli stesso massa. Se ciò quindi dovesse accadere, non mi voglia male il lettore di queste pagine, interessato o meno che sia; perché è ovvio - ed io lo do per scontato - che la perla, se vera, brillerà pure nel letamaio; se falsa, è inutile ogni tentativo di farla brillare.
Tracciare un profilo storico degli Uffici notifiche non è cosa semplice, specialmente nella misura in cui intendo farlo io; perché io non voglio assolvere questo compito in chiave storico-istituzionale, partendo magari dai cosiddetti "uscieri del sequestro" francesi o da chissà quale altra figura professionale che affonda le proprie radici in tempi vicini o lontani. Io intendo affrontare questa temaica dal punto di vista della mentalità che si è andata via via formando all'interno dell'Unep e del modus agendi che ne deriva; e da cui è sempre derivata (deriva e deriverà) una serie di incomprensioni intercategoriali (che evocano il più puro olismo-strutturalistico di estrazione marxista); [incomprensioni] che sono state (sono e saranno) vieppiù accentuate da quella che fu la "STATALIZZAZIONE" degli Operatori (Legge 321/91 art. 11 1° e 2° comma). Prima di questa legge, che ha liberalizzato la nostra Categoria quantomeno sul piano psicologico dalle oppressioni degli anni '50 e '60, vigeva il sistema di lavoro (assunzioni e licenziamenti) che oggigiorno tipizza il cosiddetto "lavoro nero"; l'ufficiale giudiziario assumeva e/o licenziava, a suo insindacabile giudizio, l'amanuense, costringendolo a turni di lavoro massacranti, per la modica somma di 30.000 lire al mese e sotto la minaccia del "se non ti conviene te ne vai"; e così fino al 1975, anno in cui con una legge che modificava il D.P.R. 1229/59 (se non sbaglio la 322/95) quella massa di sbandati (lo dico nel senso benevolmente affettuoso) assurse a "Categoria" del Ministero di Grazia e Giustizia; per poi essere statalizzata con la suddetta 321/91. In forza di questa legge, infatti, si è venuto instaurando un sistema di lavoro per così dire "misto"; che vede: da una parte Ufficiali Giudiziari (B3 e C1) propendere per un "impossibile azzeramento" dell'Ufficio; e dall'altra gli Operatori Giudiziari (B2); i quali, per parte loro, riconosciuti statali DE IURE con la citata legge, attendono ancora e dopo circa 20 anni, solo un riconoscimento DE FACTO del loro status giuridico, per uscire da quel limbo che li tiene ingiustamente a cavallo tra lo statale ed il privato e che durerà, spero di no, per chissà quante altre lune. La morfologia degli Unep, al momento, è la seguente: Da una parte troviamo i C1 (molti di loro, per la verità) i quali sulla base di una concezione del lavoro che ricorda quella della grecità classica (per cui lavorare - per loro - è ignominioso), considerano aristotelicamente gli schiavi (leggi Operatori Giudiziari B2 dell'Unep) come "strumenti umani" che valgono solo per quel che riescono a produrre... per loro; per cui al mattino, essi, munitisi di un virtuale spremiagrumi, cercano di creare le condizioni, secondo loro ottimali, per produrre sempre più "limonata", non rendendosi conto di avere a che fare con degli esseri umani e non con limoni da spremere od insetti da schiacciare, volutamente ignorando i contenuti dell'articolo 3 della nostra Carta Costituzionale. Ricordo ancora la maniera in cui - un C1 - ci chiedeva qualcosa in ambito lavorativo: "tu MI vai...." oppure "tu MI fai....", dove il "MI" è chiaramente Dativo etico (o di vantaggio)...suo. E da questa logica nasce "il permesso scritto per scendere dall'Ufficio"; "il controllo sul (e del) lavoro fatto e da fare" ai vari settori, come se stessimo lì a fare commercio di frutta o generi alimentari "da vendersi a peso"; "l'istigazione di Colleghi B2 contro altri Colleghi B2" al controllo ed al sistematico rapporto (al mandante) sul B2 che lavora di più e su quello che lavora di meno (fatto assurdo che, nel vederci sempre "l'un contro l'altro armati", fa assomigliare un Ufficio della Pubblica Amministrazione alla Caina, girone infernale in cui Dante collocò i traditori dei parenti); ecc., ecc., ecc.; Dall'altra i B3 i quali, pur essendo gravati dalle responsabilità tipiche del loro stesso profilo, si trovano molte volte in situazioni imbarazzanti a causa del ruolo egemone pur sempre marcato e reclamato dai C1; Ed, infine, gli Operatori Giudiziari B2 i quali, non sentendosi per parte loro (anzi, non essendolo mai stati) degli "strumenti umani", e né degli agrumi da spremere; ma nella sola affannosa ricerca del riconoscimento DE FACTO sopra menzionato, non perdono occasione per reclamare erga omnes ogni diritto loro riconosciuto dalla normazione vigente a tutti i livelli; ed anzi loro, avendo sott'occhio le condizioni lavorative dei "cugini" Operatori Giudiziari B2 di Cancelleria, tendono ad emulare questi ultimi in toto, perché quello [la Cancelleria] è il naturale Ufficio di un dipendente statale della Giustizia; perché prima o poi, rotti gli ultimi ancoraggi che legano questa Categoria all'Unep, la Cancelleria sarà l'ufficio degli Operatori Giudiziari B2, mentre ogni altra soluzione sarà lapalissianamente anacronistica, improponibile ed irrealizzabile, che piaccia o no ai nostri ancor più anacronistici encomenderi, e sempre che la legge 321/91 sopra citata riesca ancora ad imporsi con la stessa imperatività e cogenza di ogni legge dello Stato. Inutile dire che in tutto questo, più volte gli Operatori B2, dopo anni di vessazioni subite da parte dei C1, unendo al danno la beffa, vengono spesso accusati, da questi ultimi, di eccessiva leggerezza nell'aver chiesto, all'epoca, la statalizzazione: "voi avete fatto un grande sbaglio, dovevate rimanere con noi" ..... ancora dice qualcuno, volutamente ignorando che se ci fosse stato riservato un "trattamento" più umano e comprensivo [forse] le cose sarebbero andate diversamente..... anche per loro !! In pratica, la storia sta mortificando loro nella stessa misura in cui loro hanno nel tempo mortificato noi. Sin da quando ho preparato l'esame di Storia Moderna all'Università, tra studio e lavoro, ho avuto modo di paragonare mondi tanto lontani in apparenza, ma tanto vicini ad un esame più dettagliato: quello dell'Unep; e quello dell' Imperialismo spagnolo dell'era moderna; ed ho notato alcuni punti di convergenza tra di essi. Tornando, quindi, alla mentalità negli Unep, sulla base di quanto appena detto, devo sottolineare che, a mio avviso, alla citata concezione classica del lavoro (dei C1), si è andata sommando nel tempo una sorta di "castiglianizzazione" del loro stesso modo di vedere; nel senso che loro vivono nella (e della) loro stessa esclusività, ritenendosi esclusivi, mentre gli altri sono - ai loro occhi - poco più che fango, secondo la più tenace cultura castigliana, antecedente il declino di quella Monarchia. Costoro, in pratica, conferiscono un minimo valore a noi altri "condomini" dell'Unep solo nei casi in cui venga messo in discussione un qualche loro vantaggio, e solo per avere più forza combattiva; è di qualche anno fa il tentativo di coinvolgere anche gli Operatori Giudiziari B2 in uno sciopero contro la tassazione delle trasferte (che gli Operatori non recepiscono); e fu proprio in quella occasione che paragonai la mia Categoria ad Aragona e Catalogna (gelosa com'è della propria statalizzazione come lo erano Aragona e Catalogna delle loro leggi); ed il fallimento del progetto dei C1 dell'Unep a quello dell'Olivares il quale, paventando il pericolo sul versante pirenaico; e sulla base del principio del Multa Regna sed una Lex, tentò inutilmente di avviare un processo di familiarizzazione, col progetto Unione delle Armi, proprio in quei Regni da sempre volutamente "dimenticati" di Aragona e Catalogna. In altri termini, per secoli: In Castiglia (Cadice e Siviglia) affluivano i metalli preziosi dall'america;mentre La Castiglia portò a termine la Reconquista; e sempre la Castiglia ordinò a Cristoforo Colombo il viaggio che lo portò a scoprire l'America; La Castiglia, in pratica, creò le premesse per consegnarsi alla storia come quel Regno che aveva "fatto la Spagna"; mentre le altre due grandi monarchie ad est della penisola iberica (Aragona e Catalogna), tenute "ben lontane" da tutto ciò, furono "ricordate" - e solo in caso di pericolo - soltanto dall'Olivares (che mise a punto il progetto "Unione delle armi" per coinvolgere le monarchie "sorelle" sul fronte pirenaico nei loro dissapori con la Francia. Analogamente, in questa virtuale micro penisola iberica dell'Unep: I C1 hanno avuto da sempre, e conservano, la titolarità dell'Unep; I C1 hanno poteri assoluti erga omnes all'interno degli Uffici e manca solo aggiungere omnis potestas a deo per tornare indietro di qualche secolo e riproporre nuovamente lo Stato Assoluto; Se l'Ufficio va bene il merito è di chi comanda (perché sa comandare); se, invece, va male il demerito è tutto di chi è comandato (perché non sa eseguire gli ordini oppure, pur fingendo di eseguirli, sotto sotto vuol boicottare l'Ufficio); i C1 soltanto avvertono in pieno il senso di responsabilità dell'Ufficio ....; in parte anche i B3 per ovvie ragioni; mentre i B2 sono degli INCOSCIENTI NON QUALIFICATI che vanno in Ufficio solo per rubare lo stipendio....pardon....sussidio (visto il netto a pagare mensile di questi ultimi e confrontandolo con il netto a pagare mensile delle altre due Categorie); e vengono rivalutati solo in caso di pericolo... loro, per avere più forza, come ho detto!! Ed anzi, seppure dovesse esserci qualche B2 che gode di qualche immunità; ebbene sì, ma essa avrà la durata di un sogno: basterà, infatti, il benché minimo errore per far crollare tutto! Esiste tra queste due realtà una corrispondenza biunivoca; e, se può avere ancora senso studiare e conoscere la storia, in quanto esperienza dei popoli, al fine di dominare il presente e prevedere il futuro, corrispondenza biunivoca ci sarà, matematicamente, anche nell'epilogo di quest'altra realtà. Una siffatta situazione, a mio avviso, è di difficile aggettivazione; perché non può nemmeno parlarsi di mentalità feudale in questi Uffici; ricordo a me stesso che il rapporto che legava vassallo e feudatario si inspirava alla cosiddetta fidelitas ligia, in base alla quale il vassallo doveva servigi al suo feudatario in cambio di protezione; ed in caso contrario, mancando, cioè, uno dei due elementi, si poteva far ricorso alla cosiddetta fellonìa, istituto che scioglieva il vincolo precedentemente costituito tra i due. E persino la figura del Sovrano, in ogni tempo, è stata sempre abbinata all'idea di "protezione" dei sudditi da parte di quest'ultimo; e, sempre se non ricordo male, da Bodin al il pactum subjectionis di hobbesiana memoria è stata sempre sottolineata una simile peculiarità. In altri termini, il Sovrano era tale solo se poteva e sapeva proteggere i suoi sudditi. Nell'Unep, invece, no: gli Operatori devono servigi e basta! Fare di tutto di più senza fare commenti! E i diritti !? Parola infame, perché è la sola bontà del Concedente in Capite a fungere da spartiacque tra giusto ed ingiusto (leggi "a garantire la giustizia nell'Ufficio"); in altri termini, si ignora, volutamente, che il diritto di opposizione è nato con Martin Lutero nel 1517 d.C.; d'altra parte, però, questo Ufficio non perdona, condanna; non protegge, inquisisce, qualora si dovesse verificare un qualche problema sul lavoro. In questo Ufficio, in pratica, si vuole, da parte di molti, rimanere fermi all'ancien regime, ma poi questi stessi contravvengono a cuor leggero a tutti gli istituti della feudalità che la tipizzavano; e né, d'altra parte, noi poveri malcapitati B2, possiamo far ricorso alla fellonìa, perché come istituto non esiste più. In altri termini, se stessimo vivendo nel medioevo, noi B2 avremmo più possibilità di quelle che abbiamo oggi, nello svincolarci dai nostri "cacicchi"; a tal punto penso a quante persone, nel medioevo, avranno immaginato.... "come sarà il 2000", senza sapere che qualcuno, in questi giorni a loro tanto lontani, avrebbe invidiato la struttura organizzativa che connotava il loro modo di vivere. C'è poi da fare ancora un'altra considerazione che è questa: solitamente ci si sbarazza di tutto ciò che si considera inutile, superfluo, fastidioso o comunque improduttivo; ed a tal punto "la domanda sorge spontanea" avrebbe detto qualcuno in televisione: se questi benedetti o maledetti Operatori B2 sono INCOSCIENTI NON QUALIFICATI, improduttivi, non sanno lavorare e quando lo fanno producono poco per boicottare l'Ufficio, perché mai non liberarsene, favorendo loro l'accesso alle Cancellerie che sono, come detto, il nostro Ufficio naturale e noi, per parte nostra, solo e soltanto questo vogliamo da sempre? Tutto ciò fino ad ieri o ieri l'altro; perché è chiaro che la 321/91, sia pure tacitamente, sta producendo degli effetti (e ne produrrà sempre più degli altri che saranno sempre più visibili); per cui diventa sempre più episodica la possibilità di trovare - tutte insieme - in un solo soggetto C1 tutte le "doti" sopra esposte; ma l'istinto vessatorio ed atipicamente feudale in qualche soggetto è ancora forte; per cui periodicamente riemergono, alternandosi, i fenomeni suddetti.... anche se poi sarà pur sempre la realtà a frenare gli istinti. Nel settore Unep, e solo a danno di una Categoria, si fa un abbondante ricorso all'art. 42 del Codice Penale, in merito alla volontà colpevole (di questo o quell'Operatore B2) nel far scadere l'atto o nel non azzerare - come i C1 pretendono - il settore o l'ufficio, ma nessuno mai ha letto l'art. 40 dello stesso Codice per valutare l'esistenza del rapporto di causalità tra il problema verificatosi e la reale volontà del Dipendente incaricato al settore, al verificarsi di quell'evento. Non è neppure il caso di sottolineare come NON SIA - questa mia esposizione - solo lo sfogo di un animo frustrato che si sente ancora, masochisticamente, vittima di un regime schiavista ormai consegnato alla storia; essa è, invece, la fedele registrazione di fatti inconfutabili che hanno segnato la vita lavorativa persino dei trimestrali che hanno lavorato in questo settore; e se è vero che è solo lo storico a dare importanza ai fatti storici, io, da indegno storico delle disavventure mie e della mia Categoria, non ho fatto altro, in questa sede, che collezionarle e consegnarle al prossimo. Non frustrazione, quindi, ma coraggio di chiamare le cose per nome, malgrado il sogno di imparzialità a cui alludeva Salvemini; e se a qualcuno (C1 ovviamente) la verità - questa verità - può far male, io non posso farci niente; avrei potuto non raccontarla, ma il fatto storico, in quanto tale, rimane lì, effigiato nelle mente di ciascuno di noi, che se ne parli o meno! Le cose sono cambiate o stanno cambiando? Bene! Fatemi.... fateci vedere gli effetti del cambiamento ed io, con la mia Categoria, ve ne daremo pubblicamente atto...!! ma so e me ne rattristo, da fonte attendibilissima, che persino un B3, da improvvisato suggeritore di proposte.... [della domenica], ha ben suggerito di incalzare il controllo sui metodi lavorativi e sulla produzione giornaliera di ogni singolo B2... per far produrre più "limonata" come poc'anzi dicevo; con ciò ignorando di non saper fare nemmeno negriero, questo B3, mi fa capire purtroppo che, se cambiamento ci sarà, le cose potranno cambiare solo in peggio, anche se, in cuor mio spero, di no!............ Ai posteri l'ardua sentenza !!!! Le cose sono cambiate, in pratica, solo nel senso che oggi è più diplomatico e meno privatistico - esteriormente - ogni tentativo di reificazione del personale da parte dei C1; ma tutto tende sempre e solo a dimostrare una, ed una cosa soltanto: che non è possibile confondere un greco (C1) con un barbaro (B2 e/o B3) secondo la più tenace tradizione della Grecia antica.
A tal punto, se ciò che ho detto poco fa in merito alla mentalità castigliana dei C1 dell'Unep può avere il sapore di un anatema per le sorti degli Uffici notifiche... ebbene questo pericolo sarà sventato solo e soltanto se saranno aboliti i vecchi schemi di sopraffazione, di mania di protagonismo e di potenza .... in una parola, di comando che fin' ora hanno caratterizzato alcune categorie del settore a danno di altre.
Ma ciò è ancora molto lontano da venire; perché sono ancora in molti quelli (i C1) che, nonostante qualche sparuta buona intenzione, non perdono occasione per dimostrare la loro superiorità; di essere loro i capi e tutti gli altri la coda dell’intera struttura; così mostrandosi maestri del nulla che basano, comunque, la loro “potenza” sul nulla.
A mio avviso, fino a che ci sarà il più imbelle ed inoffensivo C1 che dirà o farà capire ... ad un B2 "Io sono e Tu non sei"; fino a che esisterà una cultura patrimoniale dell'Ufficio, a tutto vantaggio di una sola Categoria, le sorti dell'Unep saranno quelle che io pavento e che sopra ho esposte; e chi ne farà le spese, eventualmente, non saranno di certo gli Operatori B2 statali, che troveranno pur sempre una migliore collocazione in qualche Cancelleria; ma coloro che l'hanno creato - quell'Ufficio - e lo stanno distruggendo, fors'anche senza volerlo, ma lentamente, irreversibilmente e miseramente, trovando, per mera mania di protagonismo, ad horas, rimedi peggiori del male, nel tentativo malriuscito di imporre ancora una condotta antidiluviana a persone su cui non possono più esercitare, storicamente e legalmente, alcun potere sovrano. Ed anzi, se è già tanto difficile metabolizzare vecchi rancori ormai calcificati, figurarsi aggiungerne degli altri: è la fine!! Ma nella mente di qualcuno è tanta e tale la sete di potere e di comando da offuscare ogni logica considerazione di merito. Noi, in conclusione, non pretendiamo altro che: 1) il rispetto del nostro status giuridico di impiegati civili dello Stato; 2) il rispetto dei nostri limiti e dignità umani; 3) essere trattati come esseri umani, non come schiavi o, peggio, come agrumi, nei modi sopra esposti; 4) sia pure nel rispetto di una struttura gerarchica e del concetto di "capo" introdotto in occidente dalle invasioni barbariche, non sentire assiduamente l'alito sul collo di un sedicente deus ex machina che tutto fa fuorché risolvere i problemi quando realmente si propongono. Illustre Navigatore e Lettore, non vuole essere questa mia premessa una sorta di rinnovata vindiciae contra tyrannos, atteso che ormai è chiaro chi è "ugonotto" e chi "tiranno" nel pianeta unep; ma un monito per tutti gli interessati addetti ai lavori ed una guida per tutti coloro che, estranei all'ambiente, non potrebbero inquadrare bene la realtà dell'Unep e comprenderne agevolmente ogni minima sfumatura.
Lo è oggi; ma già lo era (magica) già all’epoca in cui, appena diciottenne, rifiutai persino alla prosecuzione degli studi universitari di Giurisprudenza, pur di avere l’ambito posto di lavoro.
La laurea…se vorrà venire verrà!! dicevo e me ne convinsi[1]; perché ciò che vedevo molto più difficile da realizzare era il lavoro, non la laurea, ottenibile attraverso l’impegno personale e non per intercessione di altre persone.
Mio padre si attivò secondo il mio desiderio; e di li a poco mi venne offerta la possibilità di entrare come impiegato, nell’ACTC, la linea di autobus di Caserta.
Svanita, però, questa prima opportunità, me ne fu subito offerta un’altra, dalla stessa persona della precedente opportunità: Ministero di Grazia e Giustizia, cancelleria od ufficio notifiche che sia; ed anzi, a dire di chi fu incaricato di gestire le mie sorti in quel di Via Arenula a Roma, era preferibile l’Unep, perché li si guadagnano più soldi (un sacco in più) che nelle cancellerie.
Io non conoscevo né l’una e né l’altra realtà lavorativa; ed accettai supinamente ciò che mi stava per essere proposto; ma, mentre già incominciavo ad amare follemente quello che doveva poi diventare il lavoro della mia vita; col tempo, mi sono ritrovato solo con il sacco tra le mani, tra mille disillusioni; perché i soldi avevano già preso un’altra direzione.
In questa fase di sogni e di speranze, sognavo comunque luoghi ameni, puliti, decenti e scrivanie, sia pure più piccole di quelle dei Magistrati, comunque adeguate ai luoghi ed alle alte funzioni svolte in quei luoghi; ma, nello specifico, restai amaramente deluso.
Scioccato ancora da ciò che i miei occhi furono costretti a vedere a livello ambientale e lavorativo in quella specie di malebolge, presto dirò che nei trent’anni che ci separano da quei giorni, le cose non sono cambiate di molto; e che io, in questa sede, voglio ripercorrere tutte le tappe di questa avventura e trattare tutte le questioni che si sono poste, e si pongono nel mio lavoro all’interno dell’Ufficio notifiche, fino ai giorni della liberazione, rappresentata dal passaggio dall’unep ad una cancelleria, secondo il quiritario sogno di tutti noi operatori giudiziari delle notifiche.
Dirò, quindi, tutto ciò che ancora accade, malgrado l'euro, l'industrializzazione del nostro Paese, la sua avanzata civilizzazione ed il suo ingresso in Europa, ad una Categoria di impiegati civili dello Stato all'interno del Ministero di Grazia e Giustizia, nel 2008 d.C. Nel tentativo di rendere comprensibili le mie esposizioni anche a chi NON VIVE questa realtà, dico sin d'ora che più volte ho accarezzato d'idea di rivolgermi, per alcuni casi, alla Commissione Europea sui diritti dell'uomo. Illustre Lettore, come avrà senz'altro letto, nella pagina dei miei DETTAGLI PERSONALI, sono operatore (ex Unep) oggi giudiziario (p.e. B2) e sono in servizio presso l'Ufficio notifiche della Corte di Appello di Napoli; per cui le mie esperienze lavorative ruotano tutte intorno al Ministero della Giustizia e, deduttivamente, alla Corte di Appello di Napoli ed in via più gradata all'Ufficio Notifiche, Esecuzioni e Protesti (donde U.N.E.P.) dove appunto lavoro (U.N.E.P., cioè "Ufficio Notifiche Esecuzioni e Protesti”, da non confondere con l'Istituto specializzato dell'O.N.U.). E' ovvio che la vita lavorativa di una persona (quale ne sia il suo ambito) è [anch'essa] un evento umano; ed, in quanto tale, composta di momenti brutti e belli, di "polveri" e di "altari"; è altresì vero, purtroppo, che nell'Unep esistono più "polveri" che "altari".
Mi corre, però, l’obbligo di precisare, s'in d'ora che, se nel corso delle mie esposizioni, dovessi essere generico (dicendo, ad esempio, "gli Ufficiali Giudiziari fanno/non fanno... alcunché a tal proposito"; oppure "gli Operatori Giudiziari fanno/non fanno alcunché ...a tal'altro proposito") non intenderò mai colpire l'una o l'altra Categoria di lavoratori nella sua globalità; perché, oltre ad essere ingiusta una cosa simili, è naturale che ogni regola abbia la sua eccezione; e che, pertanto, nessun singolo si deve – eventualmente – sentire offeso o chiamato direttamente in causa.
Non vuole essere, quanto appena detto, un omaggio a Gaetano Salvemini nel suo dire "l'imparzialità è un sogno"; ma una doverosa precisazione a favore di chi potrebbe sentirsi "offeso" da qualche mia affermazione.
Io non riesco ad essere “parziale”, in questo mio voler essere sempre e comunque vergin di servo encomio e di codardo oltraggio.
"Purtroppo" o "per fortuna" non so; ma chi ha sempre marcato la sua positiva e benevola diversità dai suoi stessi colleghi, lo ha fatto sicuramente nel fermo proposito di stralciare la sua stessa posizione dalla massa, in quell'essere egli stesso massa. Se ciò quindi dovesse accadere, non mi voglia male il lettore di queste pagine, interessato o meno che sia; perché è ovvio - ed io lo do per scontato - che la perla, se vera, brillerà pure nel letamaio; se falsa, è inutile ogni tentativo di farla brillare.
Tracciare un profilo storico degli Uffici notifiche non è cosa semplice, specialmente nella misura in cui intendo farlo io; perché io non voglio assolvere questo compito in chiave storico-istituzionale, partendo magari dai cosiddetti "uscieri del sequestro" francesi o da chissà quale altra figura professionale che affonda le proprie radici in tempi vicini o lontani. Io intendo affrontare questa temaica dal punto di vista della mentalità che si è andata via via formando all'interno dell'Unep e del modus agendi che ne deriva; e da cui è sempre derivata (deriva e deriverà) una serie di incomprensioni intercategoriali (che evocano il più puro olismo-strutturalistico di estrazione marxista); [incomprensioni] che sono state (sono e saranno) vieppiù accentuate da quella che fu la "STATALIZZAZIONE" degli Operatori (Legge 321/91 art. 11 1° e 2° comma). Prima di questa legge, che ha liberalizzato la nostra Categoria quantomeno sul piano psicologico dalle oppressioni degli anni '50 e '60, vigeva il sistema di lavoro (assunzioni e licenziamenti) che oggigiorno tipizza il cosiddetto "lavoro nero"; l'ufficiale giudiziario assumeva e/o licenziava, a suo insindacabile giudizio, l'amanuense, costringendolo a turni di lavoro massacranti, per la modica somma di 30.000 lire al mese e sotto la minaccia del "se non ti conviene te ne vai"; e così fino al 1975, anno in cui con una legge che modificava il D.P.R. 1229/59 (se non sbaglio la 322/95) quella massa di sbandati (lo dico nel senso benevolmente affettuoso) assurse a "Categoria" del Ministero di Grazia e Giustizia; per poi essere statalizzata con la suddetta 321/91. In forza di questa legge, infatti, si è venuto instaurando un sistema di lavoro per così dire "misto"; che vede: da una parte Ufficiali Giudiziari (B3 e C1) propendere per un "impossibile azzeramento" dell'Ufficio; e dall'altra gli Operatori Giudiziari (B2); i quali, per parte loro, riconosciuti statali DE IURE con la citata legge, attendono ancora e dopo circa 20 anni, solo un riconoscimento DE FACTO del loro status giuridico, per uscire da quel limbo che li tiene ingiustamente a cavallo tra lo statale ed il privato e che durerà, spero di no, per chissà quante altre lune. La morfologia degli Unep, al momento, è la seguente: Da una parte troviamo i C1 (molti di loro, per la verità) i quali sulla base di una concezione del lavoro che ricorda quella della grecità classica (per cui lavorare - per loro - è ignominioso), considerano aristotelicamente gli schiavi (leggi Operatori Giudiziari B2 dell'Unep) come "strumenti umani" che valgono solo per quel che riescono a produrre... per loro; per cui al mattino, essi, munitisi di un virtuale spremiagrumi, cercano di creare le condizioni, secondo loro ottimali, per produrre sempre più "limonata", non rendendosi conto di avere a che fare con degli esseri umani e non con limoni da spremere od insetti da schiacciare, volutamente ignorando i contenuti dell'articolo 3 della nostra Carta Costituzionale. Ricordo ancora la maniera in cui - un C1 - ci chiedeva qualcosa in ambito lavorativo: "tu MI vai...." oppure "tu MI fai....", dove il "MI" è chiaramente Dativo etico (o di vantaggio)...suo. E da questa logica nasce "il permesso scritto per scendere dall'Ufficio"; "il controllo sul (e del) lavoro fatto e da fare" ai vari settori, come se stessimo lì a fare commercio di frutta o generi alimentari "da vendersi a peso"; "l'istigazione di Colleghi B2 contro altri Colleghi B2" al controllo ed al sistematico rapporto (al mandante) sul B2 che lavora di più e su quello che lavora di meno (fatto assurdo che, nel vederci sempre "l'un contro l'altro armati", fa assomigliare un Ufficio della Pubblica Amministrazione alla Caina, girone infernale in cui Dante collocò i traditori dei parenti); ecc., ecc., ecc.; Dall'altra i B3 i quali, pur essendo gravati dalle responsabilità tipiche del loro stesso profilo, si trovano molte volte in situazioni imbarazzanti a causa del ruolo egemone pur sempre marcato e reclamato dai C1; Ed, infine, gli Operatori Giudiziari B2 i quali, non sentendosi per parte loro (anzi, non essendolo mai stati) degli "strumenti umani", e né degli agrumi da spremere; ma nella sola affannosa ricerca del riconoscimento DE FACTO sopra menzionato, non perdono occasione per reclamare erga omnes ogni diritto loro riconosciuto dalla normazione vigente a tutti i livelli; ed anzi loro, avendo sott'occhio le condizioni lavorative dei "cugini" Operatori Giudiziari B2 di Cancelleria, tendono ad emulare questi ultimi in toto, perché quello [la Cancelleria] è il naturale Ufficio di un dipendente statale della Giustizia; perché prima o poi, rotti gli ultimi ancoraggi che legano questa Categoria all'Unep, la Cancelleria sarà l'ufficio degli Operatori Giudiziari B2, mentre ogni altra soluzione sarà lapalissianamente anacronistica, improponibile ed irrealizzabile, che piaccia o no ai nostri ancor più anacronistici encomenderi, e sempre che la legge 321/91 sopra citata riesca ancora ad imporsi con la stessa imperatività e cogenza di ogni legge dello Stato. Inutile dire che in tutto questo, più volte gli Operatori B2, dopo anni di vessazioni subite da parte dei C1, unendo al danno la beffa, vengono spesso accusati, da questi ultimi, di eccessiva leggerezza nell'aver chiesto, all'epoca, la statalizzazione: "voi avete fatto un grande sbaglio, dovevate rimanere con noi" ..... ancora dice qualcuno, volutamente ignorando che se ci fosse stato riservato un "trattamento" più umano e comprensivo [forse] le cose sarebbero andate diversamente..... anche per loro !! In pratica, la storia sta mortificando loro nella stessa misura in cui loro hanno nel tempo mortificato noi. Sin da quando ho preparato l'esame di Storia Moderna all'Università, tra studio e lavoro, ho avuto modo di paragonare mondi tanto lontani in apparenza, ma tanto vicini ad un esame più dettagliato: quello dell'Unep; e quello dell' Imperialismo spagnolo dell'era moderna; ed ho notato alcuni punti di convergenza tra di essi. Tornando, quindi, alla mentalità negli Unep, sulla base di quanto appena detto, devo sottolineare che, a mio avviso, alla citata concezione classica del lavoro (dei C1), si è andata sommando nel tempo una sorta di "castiglianizzazione" del loro stesso modo di vedere; nel senso che loro vivono nella (e della) loro stessa esclusività, ritenendosi esclusivi, mentre gli altri sono - ai loro occhi - poco più che fango, secondo la più tenace cultura castigliana, antecedente il declino di quella Monarchia. Costoro, in pratica, conferiscono un minimo valore a noi altri "condomini" dell'Unep solo nei casi in cui venga messo in discussione un qualche loro vantaggio, e solo per avere più forza combattiva; è di qualche anno fa il tentativo di coinvolgere anche gli Operatori Giudiziari B2 in uno sciopero contro la tassazione delle trasferte (che gli Operatori non recepiscono); e fu proprio in quella occasione che paragonai la mia Categoria ad Aragona e Catalogna (gelosa com'è della propria statalizzazione come lo erano Aragona e Catalogna delle loro leggi); ed il fallimento del progetto dei C1 dell'Unep a quello dell'Olivares il quale, paventando il pericolo sul versante pirenaico; e sulla base del principio del Multa Regna sed una Lex, tentò inutilmente di avviare un processo di familiarizzazione, col progetto Unione delle Armi, proprio in quei Regni da sempre volutamente "dimenticati" di Aragona e Catalogna. In altri termini, per secoli: In Castiglia (Cadice e Siviglia) affluivano i metalli preziosi dall'america;mentre La Castiglia portò a termine la Reconquista; e sempre la Castiglia ordinò a Cristoforo Colombo il viaggio che lo portò a scoprire l'America; La Castiglia, in pratica, creò le premesse per consegnarsi alla storia come quel Regno che aveva "fatto la Spagna"; mentre le altre due grandi monarchie ad est della penisola iberica (Aragona e Catalogna), tenute "ben lontane" da tutto ciò, furono "ricordate" - e solo in caso di pericolo - soltanto dall'Olivares (che mise a punto il progetto "Unione delle armi" per coinvolgere le monarchie "sorelle" sul fronte pirenaico nei loro dissapori con la Francia. Analogamente, in questa virtuale micro penisola iberica dell'Unep: I C1 hanno avuto da sempre, e conservano, la titolarità dell'Unep; I C1 hanno poteri assoluti erga omnes all'interno degli Uffici e manca solo aggiungere omnis potestas a deo per tornare indietro di qualche secolo e riproporre nuovamente lo Stato Assoluto; Se l'Ufficio va bene il merito è di chi comanda (perché sa comandare); se, invece, va male il demerito è tutto di chi è comandato (perché non sa eseguire gli ordini oppure, pur fingendo di eseguirli, sotto sotto vuol boicottare l'Ufficio); i C1 soltanto avvertono in pieno il senso di responsabilità dell'Ufficio ....; in parte anche i B3 per ovvie ragioni; mentre i B2 sono degli INCOSCIENTI NON QUALIFICATI che vanno in Ufficio solo per rubare lo stipendio....pardon....sussidio (visto il netto a pagare mensile di questi ultimi e confrontandolo con il netto a pagare mensile delle altre due Categorie); e vengono rivalutati solo in caso di pericolo... loro, per avere più forza, come ho detto!! Ed anzi, seppure dovesse esserci qualche B2 che gode di qualche immunità; ebbene sì, ma essa avrà la durata di un sogno: basterà, infatti, il benché minimo errore per far crollare tutto! Esiste tra queste due realtà una corrispondenza biunivoca; e, se può avere ancora senso studiare e conoscere la storia, in quanto esperienza dei popoli, al fine di dominare il presente e prevedere il futuro, corrispondenza biunivoca ci sarà, matematicamente, anche nell'epilogo di quest'altra realtà. Una siffatta situazione, a mio avviso, è di difficile aggettivazione; perché non può nemmeno parlarsi di mentalità feudale in questi Uffici; ricordo a me stesso che il rapporto che legava vassallo e feudatario si inspirava alla cosiddetta fidelitas ligia, in base alla quale il vassallo doveva servigi al suo feudatario in cambio di protezione; ed in caso contrario, mancando, cioè, uno dei due elementi, si poteva far ricorso alla cosiddetta fellonìa, istituto che scioglieva il vincolo precedentemente costituito tra i due. E persino la figura del Sovrano, in ogni tempo, è stata sempre abbinata all'idea di "protezione" dei sudditi da parte di quest'ultimo; e, sempre se non ricordo male, da Bodin al il pactum subjectionis di hobbesiana memoria è stata sempre sottolineata una simile peculiarità. In altri termini, il Sovrano era tale solo se poteva e sapeva proteggere i suoi sudditi. Nell'Unep, invece, no: gli Operatori devono servigi e basta! Fare di tutto di più senza fare commenti! E i diritti !? Parola infame, perché è la sola bontà del Concedente in Capite a fungere da spartiacque tra giusto ed ingiusto (leggi "a garantire la giustizia nell'Ufficio"); in altri termini, si ignora, volutamente, che il diritto di opposizione è nato con Martin Lutero nel 1517 d.C.; d'altra parte, però, questo Ufficio non perdona, condanna; non protegge, inquisisce, qualora si dovesse verificare un qualche problema sul lavoro. In questo Ufficio, in pratica, si vuole, da parte di molti, rimanere fermi all'ancien regime, ma poi questi stessi contravvengono a cuor leggero a tutti gli istituti della feudalità che la tipizzavano; e né, d'altra parte, noi poveri malcapitati B2, possiamo far ricorso alla fellonìa, perché come istituto non esiste più. In altri termini, se stessimo vivendo nel medioevo, noi B2 avremmo più possibilità di quelle che abbiamo oggi, nello svincolarci dai nostri "cacicchi"; a tal punto penso a quante persone, nel medioevo, avranno immaginato.... "come sarà il 2000", senza sapere che qualcuno, in questi giorni a loro tanto lontani, avrebbe invidiato la struttura organizzativa che connotava il loro modo di vivere. C'è poi da fare ancora un'altra considerazione che è questa: solitamente ci si sbarazza di tutto ciò che si considera inutile, superfluo, fastidioso o comunque improduttivo; ed a tal punto "la domanda sorge spontanea" avrebbe detto qualcuno in televisione: se questi benedetti o maledetti Operatori B2 sono INCOSCIENTI NON QUALIFICATI, improduttivi, non sanno lavorare e quando lo fanno producono poco per boicottare l'Ufficio, perché mai non liberarsene, favorendo loro l'accesso alle Cancellerie che sono, come detto, il nostro Ufficio naturale e noi, per parte nostra, solo e soltanto questo vogliamo da sempre? Tutto ciò fino ad ieri o ieri l'altro; perché è chiaro che la 321/91, sia pure tacitamente, sta producendo degli effetti (e ne produrrà sempre più degli altri che saranno sempre più visibili); per cui diventa sempre più episodica la possibilità di trovare - tutte insieme - in un solo soggetto C1 tutte le "doti" sopra esposte; ma l'istinto vessatorio ed atipicamente feudale in qualche soggetto è ancora forte; per cui periodicamente riemergono, alternandosi, i fenomeni suddetti.... anche se poi sarà pur sempre la realtà a frenare gli istinti. Nel settore Unep, e solo a danno di una Categoria, si fa un abbondante ricorso all'art. 42 del Codice Penale, in merito alla volontà colpevole (di questo o quell'Operatore B2) nel far scadere l'atto o nel non azzerare - come i C1 pretendono - il settore o l'ufficio, ma nessuno mai ha letto l'art. 40 dello stesso Codice per valutare l'esistenza del rapporto di causalità tra il problema verificatosi e la reale volontà del Dipendente incaricato al settore, al verificarsi di quell'evento. Non è neppure il caso di sottolineare come NON SIA - questa mia esposizione - solo lo sfogo di un animo frustrato che si sente ancora, masochisticamente, vittima di un regime schiavista ormai consegnato alla storia; essa è, invece, la fedele registrazione di fatti inconfutabili che hanno segnato la vita lavorativa persino dei trimestrali che hanno lavorato in questo settore; e se è vero che è solo lo storico a dare importanza ai fatti storici, io, da indegno storico delle disavventure mie e della mia Categoria, non ho fatto altro, in questa sede, che collezionarle e consegnarle al prossimo. Non frustrazione, quindi, ma coraggio di chiamare le cose per nome, malgrado il sogno di imparzialità a cui alludeva Salvemini; e se a qualcuno (C1 ovviamente) la verità - questa verità - può far male, io non posso farci niente; avrei potuto non raccontarla, ma il fatto storico, in quanto tale, rimane lì, effigiato nelle mente di ciascuno di noi, che se ne parli o meno! Le cose sono cambiate o stanno cambiando? Bene! Fatemi.... fateci vedere gli effetti del cambiamento ed io, con la mia Categoria, ve ne daremo pubblicamente atto...!! ma so e me ne rattristo, da fonte attendibilissima, che persino un B3, da improvvisato suggeritore di proposte.... [della domenica], ha ben suggerito di incalzare il controllo sui metodi lavorativi e sulla produzione giornaliera di ogni singolo B2... per far produrre più "limonata" come poc'anzi dicevo; con ciò ignorando di non saper fare nemmeno negriero, questo B3, mi fa capire purtroppo che, se cambiamento ci sarà, le cose potranno cambiare solo in peggio, anche se, in cuor mio spero, di no!............ Ai posteri l'ardua sentenza !!!! Le cose sono cambiate, in pratica, solo nel senso che oggi è più diplomatico e meno privatistico - esteriormente - ogni tentativo di reificazione del personale da parte dei C1; ma tutto tende sempre e solo a dimostrare una, ed una cosa soltanto: che non è possibile confondere un greco (C1) con un barbaro (B2 e/o B3) secondo la più tenace tradizione della Grecia antica.
A tal punto, se ciò che ho detto poco fa in merito alla mentalità castigliana dei C1 dell'Unep può avere il sapore di un anatema per le sorti degli Uffici notifiche... ebbene questo pericolo sarà sventato solo e soltanto se saranno aboliti i vecchi schemi di sopraffazione, di mania di protagonismo e di potenza .... in una parola, di comando che fin' ora hanno caratterizzato alcune categorie del settore a danno di altre.
Ma ciò è ancora molto lontano da venire; perché sono ancora in molti quelli (i C1) che, nonostante qualche sparuta buona intenzione, non perdono occasione per dimostrare la loro superiorità; di essere loro i capi e tutti gli altri la coda dell’intera struttura; così mostrandosi maestri del nulla che basano, comunque, la loro “potenza” sul nulla.
A mio avviso, fino a che ci sarà il più imbelle ed inoffensivo C1 che dirà o farà capire ... ad un B2 "Io sono e Tu non sei"; fino a che esisterà una cultura patrimoniale dell'Ufficio, a tutto vantaggio di una sola Categoria, le sorti dell'Unep saranno quelle che io pavento e che sopra ho esposte; e chi ne farà le spese, eventualmente, non saranno di certo gli Operatori B2 statali, che troveranno pur sempre una migliore collocazione in qualche Cancelleria; ma coloro che l'hanno creato - quell'Ufficio - e lo stanno distruggendo, fors'anche senza volerlo, ma lentamente, irreversibilmente e miseramente, trovando, per mera mania di protagonismo, ad horas, rimedi peggiori del male, nel tentativo malriuscito di imporre ancora una condotta antidiluviana a persone su cui non possono più esercitare, storicamente e legalmente, alcun potere sovrano. Ed anzi, se è già tanto difficile metabolizzare vecchi rancori ormai calcificati, figurarsi aggiungerne degli altri: è la fine!! Ma nella mente di qualcuno è tanta e tale la sete di potere e di comando da offuscare ogni logica considerazione di merito. Noi, in conclusione, non pretendiamo altro che: 1) il rispetto del nostro status giuridico di impiegati civili dello Stato; 2) il rispetto dei nostri limiti e dignità umani; 3) essere trattati come esseri umani, non come schiavi o, peggio, come agrumi, nei modi sopra esposti; 4) sia pure nel rispetto di una struttura gerarchica e del concetto di "capo" introdotto in occidente dalle invasioni barbariche, non sentire assiduamente l'alito sul collo di un sedicente deus ex machina che tutto fa fuorché risolvere i problemi quando realmente si propongono. Illustre Navigatore e Lettore, non vuole essere questa mia premessa una sorta di rinnovata vindiciae contra tyrannos, atteso che ormai è chiaro chi è "ugonotto" e chi "tiranno" nel pianeta unep; ma un monito per tutti gli interessati addetti ai lavori ed una guida per tutti coloro che, estranei all'ambiente, non potrebbero inquadrare bene la realtà dell'Unep e comprenderne agevolmente ogni minima sfumatura.

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