NEL SOTTOSCALE UNEP TRA L'AMIANTO DELLA GIUSTIZIA
La Guerra nell'Ospedale della Pace !!!!
Ovvero Le morti bianche nella Giustizia: tutti sannno ma nessuno se ne preoccupa
Dal Mio Libro:
Io Coadiutore dell'
Ufficio Notifiche
Ovvero Le morti bianche nella Giustizia: tutti sannno ma nessuno se ne preoccupa
Dal Mio Libro:
Io Coadiutore dell'
Ufficio Notifiche
Era trascorsa al massimo una settimana dalla mia assunzione ed ero in Ufficio, quando si avvicinò un Amico-Collega, esponente sindacale della C.I.S.L., il quale, con fare furtivo e circospetto, di colui che intende nascondere qualcosa o nascondersi a qualcuno, mi invitò a firmare un modulo... ed a fare presto; mentre io, insospettito da tanto frettoloso nicodemismo, non ostante la nostra atavica amicizia personale, indugiai comunque un pò prima di decidere; ed alla fine firmai: era, in pratica, la delega per l'inscrizione a quel Sindacato.
Con calma, in un secondo momento, chiesi spiegazione, nel tentativo di fugare i miei dubbi; e la risposta fu tanto "secca" quanto "crudele": "dobbiamo lottare per la statalizzazione !!".
Così ho introdotto il capitolo in cui ho parlato della mie esperienza sindacale all'interno dell'Ufficio notifiche; così si introdusse la mia attività lavorativa come impiegato
Luogo è d'inferno detto Malebolge? No: Luogo è d'inferno detto Unep!
Era l' a.D. 1978, e dal 20 Marzo ero in servizio nell'Ufficio Notifiche penali della Corte di Appello di Napoli; i locali occupati da quell'Ufficio, come tutti gli altri dell'Unep (civile, esecuzioni, protesti ecc,) erano posti sotto i porticati di Castelcapuano, negli spazi in cui i Signori che abitarono quel palazzo facevano dormire le loro bestie.
Non erano stati minimamente ristrutturati e mantenevano impietosamente intatta la loro quiritaria natura di stalla, solo ripulita nel tempo dai resti degli animali che le abitarono.
Piccole scrivanie, quindi, affastellate l'una sull'altra e sporche tanto da insudiciare persino gli indumenti di chi doveva utilizzarle per lavoro; mobiletti che vagamente ricordavano quelli metallici in uso in altri uffici (cancellerie incluse) e dati in prestito all'unep da qualche altro ufficio di settore che a sua volta li aveva sostituiti con degli altri.
Erano anch'essi sporchi ed impolverati e gli atti in essi contenuti dovevano essere prima ripuliti dalla polvere e poi essere lavorati.
Il tutto avveniva sotto gli occhi di un Caron dimonio[1] che controllava anche le volte in cui andavi in bagno pur di costringerti al lavoro; anche se, allo scopo, non mancavano frasi del tipo "se non ti conviene te ne vai", come se fosse facile rinunciare - allora come ora - ad un sia pur esiguo posto di lavoro.
Dopo tanto penare, lo stipendio mensile dell'operatore (ex amanuense) era di appena 178.000 lire, pagate in due fasi e, che, nel caso di malattie, scendevano ulteriormente, come documentato dalla consegna della cosiddetta Busta Rossa.
Questo nella migliore delle ipotesi; ma potevano anche capitare mese (in Agosto sempre !!) in cui non c'erano stati incassi e quindi venivano ritardati i pagamenti.
In quello stesso anno 1978, capitò proprio a me, di non aver ancora recepito - il 5 settembre - lo stipendio[2] (??) di Luglio; e di avere un sonoro rimprovero allorquando mi accinsi a chiedere il permesso per recarmi a più di due Km.[3] dall'ufficio per l'ambito scopo[4].
Ed anzi, ricordo che, qualora portammo - a livello sindacale - l'annoso problema del tardivo pagamento degli stipendi sul tavolo della Presidenza della Corte di Appello, l'allora Presidente ci liquidò con un sarcastico: "Se ne avessi la possibilità ve li darei io i soldi!!" Eppure stavamo parlando dello stipendio mensile, necessario sostegno di molte famiglie; anche se io, giovandomi ancora della presenza della mia famiglia, avvertivo solo a livello marginale del problema.
E la situazione non cambiò nemmeno quando ci organizzammo a livello nazionale con sedi[5] che avevano analoghi problemi.
Non fu detto a chiare lettere, ma ci fu fatto capire di essere una categoria, un settore comunque, da sottoscala.
Ma quello del pagamento dello stipendio, pur nella sua impietosa crudezza, non era il solo, il più grande dei problemi; perché, a livello abitativo di quei locali, ci aspettava persino l'amianto che fece registrare al nostro personale persino morti specifiche per cancro ai polmoni.
Ed infatti, la "bestiale" situazione dei portici di Castelcapuano finì; ma i aspettavano tempi peggiori.
Il Comune di Napoli mise a disposizione alcuni locali nell'ospedale S.M. della Pace a via Tribunali, 227; e, dal 10 Ottobre del 1980, fu quella la nuova sede, quasi un Eden, del nostro Ufficio.
Fu vera Gloria?
Certamente no!! Perché quel sogno di evidente durò poco; ma lungo fu il periodo della sua durata.
Il terremoto del 23 Novembre del 1980 mise in forse la stabilità dell'Ospedale di via Tribunali e, da quel giorno, iniziarono problemi che - pare - non siano ancora finiti; perché rimanemmo in quei locali per ben 16 anni e le sorprese non finiscono qui.
Nei giorni successivi all'evento sismico, l'ufficio fu trasferito al Salone dei Busti di Castelcapuano; ma quel locale serviva anche ad altri scopi, tra cui la imminente inaugurazione dell'anno giudiziario del 1981 e quindi doveva essere presto liberato.
Nonostante i lavori in corso nella sede di Via Tribunali, fummo rimandati lì a lavorare in un quasi cantiere mentre i muratori perforavano le pareti per iniettarvi poi le cosiddette siringhe di cemento armato.
Si alternavano nel corridoio le scrivanie dei colleghi le cui stanze erano sottoposte a questo tipo di lavorazione; mentre è ovviamente comprensibile cosa poteva essere una giornata di lavoro trascorsa in questo modo, tra polvere e timbri.
Interrogato sul punto l'ispettorato del lavoro, questo ufficio nulla eccepì contro una situazione a dir poco assurda.
Nell'arco dei sedici anni di permanenza in quei locali, si registravano, tra il personale in servizio morti specifiche per cancro ai polmoni; ma, se nessuno ci diceva niente, se la disinformazione regnava sovrana, si ascrivevano questi lutti a ben altre ragioni (fumo, inquinamento ecc.).
L'unico indizio, peraltro nemmeno tecnicamente dimostrato e dimostrabile, era la presenza di uno strano giallore nei pannelli della controsoffittatura in alcune stanze; anche se poi si è capito che quel giallore era dovuto alla trasudazione della lana di vetro[6] posta come isolante termico sotto ai pannelli; ma l'amianto non era ancora ritenuto una sostanza altamente cancerogena.
E' di quei giorni la strana "visita" di qualche colletto bianco nei locali dell'Ufficio; perché, nonostante tutto, quei locali erano ambiti.
Ed infatti, a distanza di qualche annetto, nel Maggio del 1996, l'unep fu trasferito nei locali dell'ex ufficio igiene e profilassi a porta capuana e quei locali furono presto occupati dall'Ufficio del Giudice di Pace.
Ma questo fatto fece scoprire l'arcano !!!!
Questo Ufficio restò inspiegabilmente pochissimo tempo in quei locali di Via Tribunali; ma l'amicizia di qualche persona d.o.c. fece giungere anche sulla rotta e sgangherata scrivania del sottoscritto gli esiti del monitoraggio fatto in molti di quei locali.
In essi era ed è presente amianto con una concentrazione compresa dal 21 al 23%.
Ecco il perché della "fuga" dei Giudici di Pace; anche se resta inspiegabile il perché della nostra permanenza.
Esiste forse un maggiore o minore diritto alla vita?
Nel Maggio del 1996 fummo trasferiti in un altro Eden, quello appena ricordato dei dell'ex ufficio igiene e profilassi a porta capuana; e, già prima di entrarvici, venimmo a conoscenza di particolari lavori di isolamento dell'amianto presente nel precedente linoleum che ne rivestiva i pavimenti in tutti i locali.
Fummo, però, rassicurati da un Magistrato (tecnico del diritto sì, ma non certo dell'edilizia) posto a capo dell'ufficio speciale, della certosina esecuzione dei lavori e della consequenziale salubrità dei locali in questione.
Prendemmo possesso ivi; ma i locali erano tutt'altro che salubri e sicuri.
Ed infatti erano lì presenti scale rotte; fili di corrente scoperti; maniglie ed infissi rotti; bagni inagibili; voli di colombi, che si infiltravano dal tetto, nelle stanze ecc.
Se quanto detto trova riscontro in perizie che io custodisco gelosamente e che comunque posso in ogni caso mostrare in visione o pur sempre produrre in fotocopia a chi ne facesse richiesta, c'è da dire che il crescendo rossiniano di problemi strutturali in quello stabile ebbe il suo epilogo persino nel crollo della intera controsoffittatura nella stanza 305, il giorno 27 Novembre 2002; cosa che, solo per una fortuita combinazione, riuscì a salvare chi in essa lavorava.
Il polverone alzato da un evento del genere fu ovviamente grande; ma, dopo circa due mesi in cui l'intero Ufficio si pose, sempre all'interno del Salone dei Busti, a disposizione del Presidente della Corte i Appello che non riusciva, suo malgrado, a trovarci una adeguata sistemazione, dal Gennaio 2003 ci ritroviamo ancora nell'amianto di via Tribunali, dove ancora i problemi[7] strutturali certamente non mancano.
Al momento, in ragione del sempre imminente e mai realizzabile trasferimento nei locali del NPG al centro direzionale di Napoli, si è portati logisticamente a procrastinare qualsiasi intervento; ma quei locali di via Tribunali diventano sempre più fatiscenti ed invivibili e né si sa quando potranno essere definitivamente lasciati.
Giova a tal punto ricordare che se Atene piange Sparta non ride; in altre parole, anche i locali assegnati all'Unep nel nuovo palazzo di Giustizia comunque non brillano per salubrità e vivibilità umana e civile.
Insomma, si è trattato da sempre di una categoria, di un settore da sottoscale o di serie "c" ; come tale è stato sempre trattato nel tempo e come tale sarà sempre in tal modo trattato.
Altro che diritti dell'uomo o del lavoratore; altro che morti bianche, qui si può solo concludere alla maniera di Pier delle Vigne che
Uomini fummo ed or sim fatti sterpi
Nessun risarcimento alle famiglie per i lutti subiti; nessun risarcimento per chi è ancora in servizio e corre ancora rischi per la sua incolumità.
Eppure siamo personale statale, dello Stato italiano, alle dipendenze del Ministero della Giustizia.
Grazie
________________________________
[1] Leggi Ufficiale Giudiziario Preposto.
[2] A dire il vero,più sussidio che stipendio.
[3] Presso gli uffici dell'intendenza di finanza di via Medina a Napoli.
[4] Ragione: sottraevo in tal modo ore di lavoro utili all'ufficio.
[5] Roma e Milano, sedi che, con Napoli sono le più grandi d'Italia.
[6] Notoriamente composta di amianto.
[7] Tra cui bagni e locali inagibili, non appena cadono quattro gocce dal cielo; ascensori spesso guasti ed inaccessibili a gravi portatori di handicap in ragione delle strettissime porte di accesso che ne impediscono l'accesso ad una carrozzetta ecc.
[2] A dire il vero,più sussidio che stipendio.
[3] Presso gli uffici dell'intendenza di finanza di via Medina a Napoli.
[4] Ragione: sottraevo in tal modo ore di lavoro utili all'ufficio.
[5] Roma e Milano, sedi che, con Napoli sono le più grandi d'Italia.
[6] Notoriamente composta di amianto.
[7] Tra cui bagni e locali inagibili, non appena cadono quattro gocce dal cielo; ascensori spesso guasti ed inaccessibili a gravi portatori di handicap in ragione delle strettissime porte di accesso che ne impediscono l'accesso ad una carrozzetta ecc.

0 Commenti:
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page