Mi Descrivo

domenica 4 ottobre 2009

Le sciagure umane secondo una logica che non comprendiamo

Dal Libro Io a modo mio

Finché il sole

Risplenderà sulle sciagure umane.

(Foscolo)

Se il vivere è sventura

grazia è il morir.

(Leopardi)



Sono questi versi poca cosa rispetto a quanto è stato detto sullo stato dell’essere umano e sulla quantità delle disavventure che possono capitare agli esseri umani nel loro percorso sulla terra.

Molte sciagure sono logisticamente spiegabili o pur sempre comprensibili seguendo validi e possibili ragionamenti.

Pensiamo ad esempio ad un incidente stradale od al crollo di un palazzo. Nell’un caso si può dire se andava piano, se frenava in tempo, se l’auto era tenuta in buono stato ecc;nell’altro caso i possono ascrivere all’eventuale negligenza del costruttore. In ogni modo ci si può fare una plausibile ragione dell’accaduto e comunque in tal modo spiegare l’evento.

Ma la vita terrena è costellata da altre sciagure che noi purtroppo siamo costretti ad accettare; ma delle quali mai riusciremo a darci una logica spiegazione.

Uragani, Tsu-Nami, terremoti, alluvioni, epidemie, malattie incurabili, morti premature ecc, a noi restano inspiegabili logisticamente; ma io sono convinto che una logica c’è anche in questi disastri; ma che noi, con la nostra logica, non riusciamo a comprendere.

E mi sovvengono, a tal proposito, casi in cui siamo noi all’origine delle sciagure di altri esseri viventi; i quali, per parte loro, mai comprenderanno la ragione dei nostri gesti che tanti guai arrecano ad essi.

Può sembrare un gioco di parole ma non lo è!

Pensiamo ad esempio alle ragnatele che spesso si formano all’interno delle nostre stanze, all’insetticida che spruzziamo in esse, alla distruzione di spesso fastidiosi nidi di rondini, vespe, api od al tentativo di allontanare i colombi dalle nostre grondaie.

La ragnatela che sporca le nostre stanze e che tanto offende la pulizia all’interno delle nostre case per il ragno rappresenta la sua abitazione e noi, in omaggio al nostro istinto alla igienicità ed a quel voler stare puliti a tutti i costi, ce la distruggiamo, sconsideratamente; senza pensare che anche al ragno quella costruzione è costata grandi sacrifici, come la nostra a noi od ai nostri padri.

Analogo sacrificio costerà alle rondini, alle vespe o alle api la costruzione del loro rispettivo nido; e noi facciamo altrettanto, distruggendocelo.

Chi, ad esempio, ritiene piacevole il posarsi delle mosche o delle zanzare sulla nostra pelle od il loro svolazzare nelle nostre stanza, sui cibi o dove vogliamo?

E che dire dei colombi che, posandosi sui tetti o sulle grondaie delle nostre civili abitazioni, ci insudiciano inesorabilmente le facciate delle nostre case? O delle certamente meno offensive zanzariere che montiamo sulle nostre finestre o balconi per liberarci da questi fastidiosi insetti?

Mille modi adottiamo per far si che questi animaletti, se vogliamo – per un certo verso – anche graziosi, non entrino negli ambienti che noi frequentiamo; e quando diamo, ad esempio, l’insetticida nelle nostre stanze, cagioniamo, all’interno del tessuto sociale delle mosche, una vera e propria strage.

Mi si dirà, a tal punto, che non è possibile fare altrimenti; ed io condivido.

Ad ogni modo, che si consideri uno degli esempi fatti relativamente al nostro rapporto con alcuni animali o insetti o quelle che noi chiamiamo sciagure (terremoti, uragani ecc) il risultato finale non cambia; perché se per parte loro questi animaletti non sapranno mai farsi una ragione del danno che noi, in esclusivo omaggio alle nostre esigenze, arrechiamo loro, nella stessa maniera noi non capiremo mai la logica di quelle sciagure che colpiscono il nostro quotidiano.

Nel caso dell’insetticida o della classica “paletta” per ammazzare le mosche, giusto per intenderci, è un po’ come se in un campeggio, in un villaggio turistico o se vogliamo in una città, ad un certo punto, un essere superiore intervenisse ammazzando qualcuno di noi.

Ad ogni modo, questo è quello che avviene in casi particolari che noi chiamiamo sciagure, catastrofi ecc.

In altre parole, quando avviene qualcosa di terribile per noi, quel qualcosa avrà certamente una logica motivazione anche se a noi ignota.

Voglio dire, in questi casi, siamo noi i ragni, le mosche o le zanzare dello specifico; e come i ragni le mosche e le zanzare non capiranno mai la nostra logica che sottende a quelle che per loro sono vere e proprie sciagure; noi, per parte nostra, non capiremo mai quale tipo di logica sottenda a quei fenomeni che solitamente definiamo “disastrosi”.

Al mondo non avviene nulla che non abbia un preciso scopo o che sia ascrivibile o riconducibile ad una certa logica, simile o meno che sia alla nostra, anche se quel qualcosa ci fa soffrire anche tanto.

E’ questa una cruda, crudele ed amara constatazione, ma purtroppo è così.

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