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domenica 29 giugno 2008

CARATTERE MULTIFORME DELLA NOSTRA PERSONALITA'

Dal mio Libro: "Io a modo Mio" già "Scusate ma la penso così"
Correva l’anno Domini 1974, avevo solo diciassette anni e frequentavo il quarto Magistrale presso l’Istituto Taddeo da Sessa di Sessa Aurunca; quando un giorno, il Professore di Italiano, nell’affrontare tematiche socio-culturali, ebbe ad un tratto ad affermare:
La nostra personalità è multiforme.
Io, a dir la verità, rimasi tanto affascinato quanto incuriosito da questa affermazione (quasi un assioma) da chiederne una ulteriore spiegazione sotto gli occhi sbigottiti dei miei compagni di classe.
La mia domanda fu ritenuta quasi un affronto; e nemmeno mi fu data una valida ed esaustiva risposta.
Tra le tante, vaghe asserzioni la sola che più ritenni opportuna fu quella che ascriveva il fenomeno alla componente caratteriale di ognuno di noi.
Visto che ciascun individuo ha un proprio carattere diverso dagli altri – affermava il docente – ecco che la nostra personalità – in generale – viene ad avere varie sfaccettature, presentandosi globalmente come qualcosa di multiforme.
Io – logicamente - mi dimostrai convinto di quanto mi era stato detto ed appagato dalla spiegazione; ma praticamente non lo fui allora e non lo sono mai stato: ringraziai, comunque e così si chiuse il discorso.
Il dubbio sul punto mi rimase all’epoca e mi è rimasto in tutti questi anni, senza peraltro avere l’opportunità di fugarlo, fino a che non mi inscrissi alla Facoltà di Scienze Politiche alla Federico II di Napoli.
In quella occasione, nel preparare l’esame di Sociologia Generale ebbi l’opportunità di dare la risposta – quella vera – alla mia ancestrale perplessità.
Praticamente la situazione sta in questi termini:
La società – in quanto tale – è un concetto quantomeno astratto; perché ciò che esiste davvero sono i cosiddetti piccoli gruppi; e, se proprio si vuole dare una definizione valida di società, si deve dire che essa non è altro che l’insieme della miriade di piccoli gruppi la compongono.
Un efficace esempio di ciò ci può venire dal nostro quotidiano; ovvero da quel fenomeno che solitamente chiamiamo “traffico”.
Il traffico, come cosa in se, non esiste; è qualcosa che, seppur significativa di un determinato evento, è impalpabile.
Ciò che invece esiste è la miriade di auto (piccoli gruppi) da cui esso [traffico] è formato.
Da questo esempio, dunque, l’equazione:
Il traffico sta alle auto come la società ai piccoli gruppi che la compongono.
Il piccolo gruppo è l’espressione più vera della società; è il piccolo gruppo che ci accetta o ci rifiuta, favorendo - o meno - il nostro inserimento nel sociale; ed è sempre il piccolo gruppo a darci – o meno – l’opportunità di entrare a far parte di altri piccoli gruppi.
[1]
E’ da sottolineare, a tal punto, che ogni piccolo gruppo si impone – per forza di cose – delle regole ed una condotta da seguire
[2]; mentre è ovvio che questo codice deontologico, scritto o meno che sia, debba essere accettato e condiviso da tutti i membri; pena la loro esclusione dal gruppo stesso[3].
A tal punto, se per un verso ogni piccolo gruppo si impone una certa deontologia; d’altra parte, durante l’intero corso della nostra esistenza in vita, ciascuno di noi entra inesorabilmente a far parte della miriade di piccoli gruppi - precostituiti e non – all’interno della struttura sociale
[4].
Se è quindi vero che ciascuno di essi [gruppi] ha una sua propria peculiarità, una sua propria condotta, se ne deve dedurre che sarà lo stesso istinto di appartenenza a tutti i gruppi di nostro interesse ad imporci l’ adattamento – anche forzato – alla condotta di ciascuno di essi.
I gruppi cui apparteniamo sono, dunque, molteplici; e svariati sono, come detto, i loro comportamenti.
Ma noi siamo portati ad adeguarci a tutti, come detto, se siamo interessati a non esserne esclusi!
Ecco perché la nostra personalità è multiforme
_______________________________________
[1] Si pensi, ad esempio ad un corso di studi universitari, alla cui conclusione possiamo entrare a far parte – professionalmente – nel mondo del lavoro o comunque in altri piccoli gruppi; oppure ad un partito politico che ci può dare l’opportunità di ricoprire incarichi istituzionali.
[2] La condotta di ogni piccolo gruppo è decisa dal capogruppo (o leader d’opinione) capace di gestirne le sorti e di prenderne le decisioni importanti che saranno poi seguite pedissequamente da tutti. Si pensi nuovamente al partito politico ed alle risoluzioni prese dal suo leader.
[3] Altro esempio significativo può venirci da una organizzazione malavitosa. Chiunque voglia aderirvi non potrà esimersi dal delinquere, pena l’allontanamento dalla stessa.
[4] Famiglia, Ufficio o posto di lavoro, Condominio, Università, amici al bar ecc.

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